Come eravamo ...
Abbiamo appena trent'anni ma in realtà siamo una riedizione dell'associazione che nacque alla fine dell'ottocento. Come tutte le altre Pubbliche Assistenze presenti m Italia fummo soppressi dal duro regime fascista in quanto considerati focolai di libero pensiero e dissidenza. Tutto l'archivio storico, dalla fondazione al secondo dopoguerra è stato distrutto. Per questo, i primi dati ufficiali risalgono al 1972 quando dalla volontà e dalla caparbietà d'una decina di persone fu costituito il primo Consiglio Direttivo. La sede era composta da un'unica stanza in Via Maestra, più o meno sopra i locali del vecchio Nandino. I tempi non erano però maturi, i consiglieri incaricati, nonostante l'impegno, non sapevano bene cosa fare ed i pochi tesserati era; no poco partecipi; nonostante rimanesse formalmente in vita, la Pubblica Assistenza di Poggibonsi cadde nuovamente nel dimenticatoio.
Solo una decina d'anni dopo, era il 1984, un gruppo di giovani cercò il vecchio presidente per tentare un nuovo rilancio. Del vecchio consiglio erano rimasti solo in pochi, ma tutti furono pronti ad accettare la nuova sfida; la Pubblica Assistenza di Siena donò una vecchia ambulanza Peugeot ml un carro funebre su Fiat 1100/103, roba dei primi anni 50, ce] iniziarono i primi servizi. La nuova sede era collocata in via Senese ed entro pochi anni divenne troppo stretta e fu trasferita in un fondo di via Montenero. Ci fu l'acquisto di una nuova ambulanza ed un'altra fu donata dalla Banca Popolare dell'Etruria: finalmente cominciavamo ad essere una seria realtà sul territorio. Fu sostituito anche il vecchio carro funebre, ormai reperto storico, con un Ford Granada usato ma che ci sembrava nuovissimo ( poi, finalmente, nel 1998 il primo carro funebre nuovo fiammante su Mercedes!!). Ancora una volta ci trovammo a fare i conti con spazi ristretti, mentre le idee e la partecipazione aumentavano sempre più .
Come siamo oggi...
Dai cenni storici ai giorni nostri, passando per un momento molto importante nel 1995; quando fu deciso di trovare una nuova sede che ci consentisse di operare in spazi più agevoli e, soprattutto, ci desse la possibilità di realizzare un progetto che prendeva sempre più corpo: la creazione di un circolo ricreativo con ilquale si potesse coinvolgere un numero maggiore di persone. Fu individuata la vecchiasede dell'Egizia invia Vallepiatta; in pratica si trattava di trasformare una vecchia fabbrica in disuso in uffici, ambulatori, cucine, stanze di soggiorno e di riposo. Per la ristrutturazione dei locali non bastò investire gli utili ricavati dall'ampliamento del piccolo cimitero di Megognano ed il presidente in carica fu costretto a chiedere ai consiglieri di farsi garanti con fideiussioni personali per l'accensione di un mutuo.
Salvo poche e giustificabili eccezioni, tutti accettarono di garantire. Il rischio, seppur calcolato nei minimi dettagli, era comunque presente e quindi ci sentiamo dielogiare e sottolineare questo gesto di generositàe coraggio. La struttura fu ristrutturata velocemente, grazie al lavoro dei volontari che si prodigarono con martelli e cazzuole, oltre che a soccorrere infermi ed infortunati come di solito. E dal Settembre del 2001,per merito di un gruppo di giovani volontari che hanno riunito le loro idee e messo a disposizione il loro tempo, a coronamento di quel vecchio e mai abbandonato progetto è nato il circolo ricreativo, che offre musica dal vivo e servizio bar.
Cosa saremo domani ?
La storia è sempre un patrimonio importante e per la nostra Associazione lo è maggiormente, perché ricca di esempi che da soli bastano a far capire lo spirito che la sorregge e la fa crescere. Ed oggi, come già successo in passato, ci troviamo di fronte alla necessità di compiere scelte importanti e coraggiose. Il nuovo piano regolatore del Comune prevede lo smantellamento di tutte le ex aree industriali interne al perimetro urbano, compresa l'area della nostra sede. Per questo stiamo portando avanti, con la stessa caparbietà dei nostri predecessori, il progetto per la realizzazione di una sede definitiva.
Guardando al passato troviamo il coraggio e le motivazioni per imbarcarci in un'impresa che ci appare ciclopica. Guardando al futuro vediamo la prospettiva di un'Associazione che si prodiga sempre di più nel dare assistenza sanitaria e sociale alla cittadinanza laddove le istituzioni non riescono ad arrivare. Fra il passato ed il futuro c'è un oggi in cui occorre raddoppiare gli sforzi per reperire i fondi necessari e per costruire attorno alla nuova sede un folto gruppo di volontari attivi ed appassionati. Una Pubblica Assistenza più grande sarà un patrimonio prezioso per tutta la cittadinanza ed è ai cittadini, oltre che alle istituzioni ed al tessuto imprenditoriale, che ci rivolgiamo perché assieme ci diano una mano a dar loro una mano! |